DIURETICO E DEPURATIVO NATURALE

Artista dei nostri prati! Molto evidente, con il suo colore giallo intenso, il Tarassaco ha una lunga storia casalinga e popolare! Abbondante e molto versatile non manca in ricette di cucina e preparati officinali.
Il Tarassaco (Taraxacum Officinale) è una pianta erbacea perenne alta dai 3 ai 9 cm originaria dell’emisfero settentrionale con molte varietà e microspecie. La sua propagazione è così abbondante da essere considerata dai contadini un’erbaccia. I sui grossi fiori gialli iniziano a fiorire in primavera e continuano la fioritura tutta l’estate ed in ambienti miti anche tutto l’anno.
Di questa pianta è tutto edibile, i fiori e le sue foglie hanno spazio in svariate ricette, dalle misticanze alle tempure. dalle sue foglie si preparano tisane e preparati erboristici di sostegno al fegato e alla funzione digestiva, dalle sue radici si ricava una polvere utilizzata come surrogato del caffè ed in erboristeria sono utilizzate per tisane e preparati per depurazione e azione lassativa.

I fiori del Tarassaco sono molto ricchi di polline e per questo molto visitati dagli insetti, per questo è nota la sua importanza tra le piante da miele. Le api trovano sostentamento in questi fiori durante tutto l’anno, anche nei periodi in cui le altre piane hanno cessato la fioritura.
Al termine della fioritura i petali lasciano il posto ai semi a forma di piccoli paracadute soffici, trasformandosi nella caratteristica forma a palla che ci accompagna dall’infanzia per la sua tradizionale proprietà di trasportare sogni e desideri di chi vi soffia sopra..
Un po’ di storia del Tarassaco
Il tarassaco, come accennavo all’inizio dell’articolo, ha una lunga storia nella medicina tradizionale per il trattamento di problemi epatobiliari.
Si trovano documentazioni del suo utilizzo nella medicina aborigena.
il popolo Irochese preparava infusi e decotti della radice e della parte aerea per curare malattie renali, linfoedemi e problemi dermatologici.
Il popolo Ojibwe del Wiconsin preparava un’infusione della radice per curare il bruciore di stomaco.
Il popolo Rappahannock degli stati uniti orientali usava l’infusione della radice come tonico del sangue e per curare la dispesia.
Il popopo Bella Coola della Columbia britannica preparava un decotto di radici come analgesico e per curare il mal di stomaco.
Nella medicina mediterranea viene nominato la prima volta nelle opere dei medici arabi del X e XI secolo come Taraxacon.
Nel passato è stato usato sopratutto come diuretico, tonico e aperitivo; era considerato stimolante generale ma sopratutto per l’aparato urinario e veniva prescritto dai medici per i disturbi dei reni e del fegato in sinergia con altri preparati di altre piante.
L’uso della pianta del Tarassaco per i disturbi del fegato proviene dalla teoria delle signature, infatti il giallo brillante dei suoi fiori è collegabile alla bile.
Le proprietà riconosciute al Tarassaco oggi
Il Tarassaco oggi continua ad essere una delle piante più utilizzate per problemi epatici, la radice di tarassaco non manca mai nelle tisane stimolanti del fegato ad azione digestiva.
La commissione E tedesca riconosce alla pianta del Tarassaco proprietà coleretiche, diuretiche e stimolanti l’appetiti, approva l’uso interno della radice di tarassaco e della parte erbacea per disturbi del flusso biliare, per la stimolazione della diuresi, per la perdita di appetito e la dispepsia; il British Erbal Compendium evidenzia le azioni lassative, amare e colagoghe indicandone l’uso in disturbi epatobiliari, dispepsia, mancanza di appetito e condizioni reumatiche; la British Herbal Pharmacopeia lo descrive principalmente per le sue azioni sul fegato.
Il Tarassaco deve queste proprietà alle sostanze che lo costituiscono. Ve ne cito alcune senza scendere troppo nei dettagli: lattoni sesquiterpenici, taraxasterolo, taraxerolo, acido caffeico, acido cicorico, acido clorogenico, luteolima e i suoi glucosidi, polisaccaridi, inulin e b-sitosterolo.
Grazie alla presenza dell’inulina il Tarassaco è in grado di influenzare positivamente anche il microbiota intestinale.
Tarassaco in cucina
Per questa parte non devo tirare fuori libroni, vi dirò come lo consumo io! Lo adoro e lo mangio davvero in tanti modi, per me la sua presenza nel prato segna l’inizio della stagione delle mie erbette mangerecce del prato!

Le foglie si prendono dal terreno con tutta la rosetta tagliando la radice proprio all’altezza del terreno, vanno lavate bene per togliere la terra, poi lessate in acqua bollente per una decina di minuti.
L’acqua di cottura, se senza sale, si può bere come depurativo.

Le foglie lessate poi si consumano a gusto proprio: a volte le mangio così solo con un po’ d’olio, a volte aceto o limone, a volte con tanto limone e scaglie di parmigiano!

Le foglie così lessate sono buonissime anche ripassate in padella a fiamma alta con olio e tanto aglio! Preparate così sono spettacolari sulla pizza con una grattata di parmigiano al posto della mozzarella o anche senza formaggio.
All’interno delle rosette si trovano i boccioli dei fiori, anche loro si mangiano, io li adoro spadellati direttamente in padella con aglio e olio.. Bisogna raccoglierne molti ma ne vale la pena! Ci sono diverse ricette della conservazione dei boccioli in salamoia tipo finti capperi ma onestamente non ho mai provato, non riesco a conservarli io li mangio subito!

Le foglie si mangiano anche crude nelle insalate, io le preferisco cotte.
Anche i fiorelloni sono da buongustai: puliti bene, senza bagnarli con l’acqua per non rovinarli, si mangiano impastellati e fritti! Puliti bene perchè spesso questi fiori sono casa di insettini, se li vedete pieni non raccoglieteli neanche, sono impulibili e non roviniamo il loro piccolo ecosistema..
Ovviamente deve essere di vostro gradimento il sapore amarognolo e caratteristico di questa pianta!!
Fatemi sapere le vostre ricette, sperimento molto volentieri!!
Il Tarassaco ha una bassa tossicità. tuttavia sono possibili reazioni allergiche in soggetti sensibili.
Gli integratori e i consigli di questo articolo non si intendono sostituti di terapie mediche.
