Ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano
o diventano sogni.
Alda Merini

Avevo intenzione di iniziare a parlare della betulla, in realtà, in tutt’altro modo, non partendo con l’introduzione della poesia ”Tu non sai: ci sono betulle” .. Ma é stato come sentirsi tirare per la giacchetta da qualcosa per quanto é bella che non ho potuto farne a meno…
La betulla é il primo albero a svegliarsi dall’ inverno e quindi é legata al ciclo nascita, morte, rinascita e le
divinità a lei legate sono innumerevoli partendo dalla Dea Madre paleolitica alla Venere romana, dalla
Brigid celtica a Berchta assimilabile alla silenziosa Frigg moglie di Odino delle tradizioni vichinghe.
La runa Futhark chiamata Berkana é dedicata alla Betulla, chiamata anche runa del Divenire, é legata alla
fecondità, la sicurezza e l’ amore; l’ albero stesso porta gentilezza e sensibilità.
In Russia si regalano rami di betulla agli amici quando sono giù di morale perché aiuta a districarsi nelle
difficoltà e sempre nei paesi dell’ Est Europa si narra che per avere prosperità bisogna piantare due
betulle ai lati della porta di casa.. Mai una sola, perché altrimenti soffrirebbe di solitudine! Questa pianta non
riesce a vivere isolata infatti leggenda vuole che consoli chi soffre con la sua presenza.
La sua corteccia, di tronchi caduti o rotti per qualche motivo, staccata dal legno e messa a bollire per 30-40
minuti diventa morbida e perde la forma arrotolata, lasciata asciugare sotto una pressa può essere
usata per scrittura (come una volta) di invocazioni votive da bruciare poi nel fuoco per farle agire.
Il suo giorno tradizionale é Yule, quindi il 21 dicembre, é legata al sole e agli elementi di fuoco ed aria.
E’ una pianta che mi fa sempre emozionare quando la vedo e una persona a me cara l’ha eletta come sua
pianta simbolica per antonomasia e caso vuole che, alla fine, io per lei recuperi sempre pezzi di betulla
prima ancora, quasi, che mi dica che le servono per qualcosa, strano no?
Sacchetto “Tiramisù”
Prendere un po’ di stoffa gialla, cucirla ai lati e chiuderla con un nastrino anch’esso giallo mettendo all’interno tre foglie di betulla, una ghianda, alcune foglie di melissa ed iperico e un pezzetto di fluorite o
tormalina.
Non farà l’effetto ristoratore del dolce, haimè, ma il morale se posto sotto il cuscino di notte dovrebbe
rallegrarlo un po’.. E senza mettere su chili!
Per questo viaggio tra le betulle è tutto, dal fondo del Calderone vi saluto
Demira dal Verde


Grazie di questo arricchimento!
Grazie a te Ines 🤗